“Disponiamo di un tempo limitato sulla Terra. Vuoi diventare la persona che eri destinato ad essere?”
Aspettavo l’ultimo film Disney Pixar “Soul” con la stessa trepidazione con cui i bimbi aspettano di scartare i regali di Natale a mezzanotte.
Lo scopo, il talento, la vita, la non vita. La Scienza del Sé in azione.
Materia e Spirito. Attraversare, Riconoscersi, Trasformarsi, Rinascere.
Davvero il giorno più bello della nostra vita è quello in cui raggiungiamo il nostro obiettivo più grande? È davvero quella la ragione per cui esistiamo?
Joe, il protagonista del film, ha una “scintilla”: suonare il jazz è il suo scopo di vita e, nello stesso giorno in cui riesce ad ottenere finalmente un ingaggio in un quartetto famoso, cade accidentalmente in un tombino aperto.
Il passaggio alla dimensione spirituale non è la fine ma l’inizio della sua parabola di trasformazione.
Niente sembra spegnere la sua scintilla e Joe, diventata ora una anima, riesce a sfuggire dall’Aldilà, finendo nell’ Ante – Mondo, luogo incantato e fluttuante in cui le nuove anime acquistano personalità, interessi e scoprono la loro scintilla prima di incarnarsi.
Una palestra di vita in cui tutto è possibile e perfetto per tutti, tranne che per 22: anima ribelle che da millenni cerca la sua scintilla senza mai trovarla.
Ad aiutarla ci hanno provato in tanti: Madre Teresa, Gandhi, Abramo Lincoln ma niente: 22 è un “caso disperato”.
Joe e 22. Anime allo specchio che si incontrano oltrepassando tempo e spazio.
22 è la proiezione della vita di Joe ed è la sua opportunità per iniziare a vivere.
Joe è il mentore di 22 ed è la sua opportunità per imparare a vivere.
Eppure quando si incontrano pensano di essere perfetti per ottenere i loro obiettivi reciproci: Joe desidera suonare nel quartetto di Dorothea Williams, vivendo sulla Terra il giorno più bello della sua vita e 22 vuole restare nell’ Ante-Mondo per sempre, sfuggendo alla “pressione” del “dover trovare la scintilla” per vivere.
Le loro anime sono simmetriche, entrambe perse, in preda all’ossessione e con l’illusione di avere un proposito di vita.
E allora ecco che arriva Spartivento, un pirata che solca i mari di cenere della “terra di mezzo” tra materia e la spiritualità, tra il vivere ed il non vivere, tra lo “stato di flow” e l’ossessione.
“Quando la gioia diventa ossessione, avviene il distacco dalla vita”
La “bolla” – lo stato di flow in cui vivono coloro che hanno una scintilla – può diventare ossessione, portandoci dallo stato di grazia a quello di perdizione ed oscurando il senso della nostra vita al punto tale da nascondere la nostra anima in una coltre nera di amarezza, apatia, senso di colpa. Morire restando vivi.
Lo stesso stato di perdizione si manifesta quando ignoriamo la nostra scintilla, vivendo una vita lontana dal nostro stato di flow. Un corpo vigile in un’anima inerte.
A Spartivento ed al suo mistico team, il compito di equilibrare le anime perse e ricollegarle al corpo ed al senso profondo dell’esistenza.
E allora è davvero scoprire la scintilla delle nostre passioni che definisce il nostro proposito di vita, la nostra ragion d’essere e ci da la spinta a vivere?
Ed ecco l’ago della bilancia: per fatalità Joe e 22 si ricollegano alla vita insieme, incarnandosi in 2 corpi “sbagliati”. Ora il corpo di Joe è nell’anima di 22 e l’anima di Joe è nel corpo di un gatto.
Spiazzati e determinati, Joe e 22 si sforzeranno ancora di andare nella direzione di ciò che credevano importante per loro: vivere il sogno di suonare jazz in un quartetto famoso per Joe e non vivere per sempre per 22. Ma arriveranno dove non avrebbero mai pensato.
Conosco una storia che parla di un pesce, che va da un pesce anziano e gli dice “Sto cercando quella cosa che tutti chiamano oceano” “L’oceano? – risponde il pesce più vecchio – è quello in cui nuoti adesso” “Questo? – dice il giovane pesce – questa è acqua, io invece cerco l’oceano“.
Non è la scintilla che da senso alla vita, non è il talento il senso profondo e unico della nostra esistenza. Troppo semplicistico.
Cerchiamo l’oceano e stiamo ci stiamo già nuotando dentro.
Non ce ne accorgiamo e cerchiamo la passione perché pensiamo traini il nostro esistere.
“Il tuo scopo non è la tua scintilla. L’ultima casella (la scintilla) si riempie solo quando sei pronta a vivere”.
Il volo verso la vita, mano nella mano, di Joe e 22 è il senso.
È il “dire di sì” alla scoperta ed alla vita piena e sorprendente che rende il viaggio meraviglioso.
Ho pianto mentre volevano verso la Terra, Joe e 22, uniti da uno scopo e da una scintilla.
Loro, la vita che passa e la vita che nasce, le loro anime in cammino, maschile e femminile, due avventurieri coraggiosi in un oceano incantato chiamato mondo con un dono meraviglioso: i nostri 5 sensi e la possibilità di assaporare ogni singolo attimo.
Stasera, mettete sul tavolo gli oggetti che hanno dato un senso profondo a questo anno, una emozione sensoriale forte, stringeteli a voi e godete della vostra presenza divina.
E domani, quando la vita farà di nuovo l’appello, voi rispondete “Presente”.
Siate studenti curiosi nella Scuola della Vita.
E quando non siete preparati, seguite la vostra scintilla perché lei sa dove andare.
E suonate sempre la vostra musica dimenticando quel vociare fastidioso che vi dice che non siete abbastanza.
E se non avete una scintilla, seguite la melodia del vostro cuore ed affidatevi alla vita perché il vostro viaggio vi condurrà verso un mondo nuovo e sconosciuto.
Siamo sulla Terra e siamo pronti a vivere ed è questo che conta.
Buon 2021 di presenza e luce, quella che squarcia il buio e sorprende, oltre ogni logica.
Marina Di Bitetto
Progetto esperienze di benessere e di identità per una Happiness R-evolution umana ed organizzativa















